venerdì 11 ottobre 2013

BUONA VITA ...

Lo sapevo che sarebbe uscito l'articolo sul quotidiano "L'Arena" del 15 agosto, così l'ho comprato, ho letto tutto, ho chiuso la pagina, ripiegato il giornale e riposto nel cassetto tra le cose "da tenere"........

Poi oggi in un momento di malinconia sono andata a risfogliare quelle pagine e .... ho riletto...

Michela: «Vado via perché penso pure per mio figlio»

LA STORIA 1. Lascia un lavoro e con il marito disoccupato va in Olanda
Laureata in Lingue: «L'Italia è un Paese stanco e senza entusiamo»


I tre posti sul volo per Amsterdam sono già prenotati. Partenza il 2 gennaio 2014, con biglietto di sola andata. Michela Toffali, 34 anni, lascia Verona, la città in cui è nata e cresciuta, per trasferirsi in Olanda assieme al marito e al figlio di un anno e mezzo. Lascia un lavoro con contratto a tempo indeterminato come responsabile Marketing e comunicazione in un'azienda veronese. «Le ragioni sono due. Sono laureata in Lingue straniere e sono già stata all'estero per un periodo: mi piaceva l'idea di riprovare un'esperienza simile», racconta Michela Toffali. «E poi l'ultimo contratto di lavoro di mio marito è terminato in giugno: eravamo stanchi di dover impazzire per cercare l'ennesimo contratto mordi e fuggi». La coppia ha deciso, quindi, di tentare la fortuna all'estero. «Nostro figlio è piccolo e possiamo ancora spostarlo senza problemi. E poi siamo giovani e con profili professionali interessanti, appetibili all'estero». IDEE CHIARE. Michela ha trovato "illuminante" il corso organizzato da Verona Innovazione, tramite cui ha scelto il Paese di destinazione. «Quando parti con l'intenzione di non tornare, devi avere le idee chiare e una strategia precisa», sostiene la giovane esperta in marketing. «Abbiamo scelto l'Olanda: là il mercato del lavoro funziona, il tasso di disoccupazione è bassissimo, c'è un'alta percentuale di espatriati - per cui sappiamo che saremo accolti volentieri - e soprattutto c'è un'alta qualità della vita. Tutto questo lo sto facendo anche per mio figlio: devo prendere delle decisioni che abbiano un futuro». FIERE DEL LAVORO. La partenza è prevista per gennaio, ma i preparativi sono già iniziati. «Trovare lavoro da qui è difficile, ma stiamo gettando le basi: stiamo creando un database con i dati delle aziende del settore turistico che potrebbero essere interessate alle nostre posizioni per poi procedere all'invio del curriculum al nostro arrivo ad Amsterdam», prosegue Michela. «Inoltre, andremo su in settembre e ottobre per partecipare a due fiere sul lavoro specializzate sugli espatriati di medio-alto livello, cioé il nostro profilo». Scegliere di mollare tutto e di cambiare vita, però, non è facile. «Ci sono momenti in cui ti prende il panico e ci si chiede se si sta facendo la cosa giusta», confessa la giovane mamma. «Mi dispiace lasciare gli affetti e le amicizie, ma sono convinta che se si vuole qualcosa, bisogna guadargnarsela. E se si aspetta che tutto sia pronto, non si parte più: serve ottimismo, e anche un po' di leggerezza. Il peggio che ci può accadere è di finire i soldi e, in quel caso, valuteremo cosa fare, ma si tratta di un rischio calcolato». «ITALIA CON POCO FUTURO». La partenza di Michela, però, lascia un retrogusto amaro. «Non credo molto nel futuro dell'Italia. Non vedo prospettive a livello politico, almeno finché non ci sarà un serio ricambio generazionale», conclude la giovane. «Il nostro è un Paese stanco e affranto», dice Michela, «e quando mancano entusiasmo e coesione, non si va da nessuna parte: è come un team demotivato. Io non voglio aspettare tutta la vita che cambino le cose e, allora, le cambio io».M.Tr.



I Figli – Gibran

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.


Non ho nulla da aggiungere : BUONA VITA MICHELA !!! 


P.S. Mi sono permessa di cambiare la foto dell'articolo.... questa mi piace di più....

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