Detto...fatto... Siamo giunti a destinazione: io, colomba e saldastrappi. (vedi post precedente)
La "soffice" con le ali è stata posizionata in bella vista in cucina e il saldastrappi nella scatola del cucito, al momento non verrà utilizzato, lo "sbrego" dei jeans è inguaribile ...pazienza, ma ho avuto la soddisfazione, in alternativa, di riportare due orli sulla dritta via e ... non solo 😉
Allora, faccio una premessa, è risaputo che la maggior parte delle abitazioni olandesi sono "sbilenche" con tendenza a cadere in avanti, presentano dei grossi ganci sotto il tetto ed hanno grandi finestre, prive, quasi tutte, di tapparelle o scuri... non mi dilungo in spiegazioni...(google ne sa più di me), ma il fatto è che se si vuole avere un po' di riparo dalle luci serali, dal sole che d'estate tramonta tardissimo e magari un minimo di privacy, si devono montare veneziane e tendoni oscuranti: tanto per essere più esplicita, mentre scrivevo i miei appunti per questo post, seduta davanti al davanzale, guardavo anche la tv dei dirimpettai.
Non vi ho raccontato nulla di nuovo, ma ora inizia il bello... o quasi... una sera la veneziana del salotto, da me invitata a scendere, ha perso la traiettoria ed una parte è atterrata bruscamente a terra... insomma si è tranciato uno dei cordoni e mi è rimasto in mano.
Adesso, cosa faccio con sto pezzo di spaghetto che mi guarda con aria stanca e consumata?
È troppo tardi per pensarci, ormai fuori è buio... domani è un altro giorno si vedrà... con più chiarezza.
Il mattino dopo accompagno a scuola Meltemi e poi torno a casa, studio la situazione ed intuisco la soluzione: si deve infilare il cordone che mi è rimasto in mano a ritroso fino alla barra, che regge tutto il marchingegno, che è fissata al soffitto... bazzecole, tanto i soffitti sono direttamente proporzionali alle stature degli olandesi, famosi per essere i più alti del mondo! Ma con la scala... che non c'è. Niente panico, prendo la panca di legno, metto sopra lo sgabello di Meltemi, ok regge, ma io ancora non ci arrivo... aggiungo il trespoletto "antiscivolo" Ikea, salgo... tolgo il fermacorda, inizio a reinserire il cavetto di cotone sfilacciato in ogni lamella, arrivo all'attacco del soffitto, infilo sto coso nella fessura con i suoi due compagni di cordata... cerco nuovamente di riportare il filo verso il basso attraverso la seconda piccola feritoia parallela... ma non c'è verso... scendo dalla pila degli sgabelli in cerca di... 💡una forcina per i capelli... mi arrampico nuovamente... uso la forcina come asola rigida per far passare il cordone e lo riporto giù in caduta libera... riannodo il fermacorda, prendo ago e filo sovrappongo i due cappi strappati dal logorio delle discese ardite e delle risalite e li unisco nuovamente e saldamente insieme finché strappo non li separi... il tutto sotto gli occhi curiosi del gatto che più volte ha tentato di rubarmi la postazione. 🙀😼
Mi faccio un applauso da sola...👏👏👏 soddisfatta e fiera per il risultato del mio lavoro: so far di tutto #sapevatelo 😂😂😂
Arriva il fine settimana, Meltemi ed io abbiamo una domenica impegnativa.
Arriva il fine settimana, Meltemi ed io abbiamo una domenica impegnativa.
Alle 11,15 usciamo di casa muniti di zainetto e ci avviamo alla fermata del tram direzione palestra di Kung Fu. Avevo avuto indicazioni precise quindi nessun intoppo, il piccolo allievo ha fatto la sua prima lezione nel gruppo dei Tiger, dopo aver superato l'esame ed aver ricevuto la fascetta verde... da me cucita in un battibaleno sulla cintura e da lui orgogliosamente mostrata a tutti...
Decidiamo poi di non rientrare, ma ci fermiamo a mangiare un toast, abbiamo un altro appuntamento nel primo pomeriggio.
Ogni fine settimana il museo Van Gogh organizza workshop dedicati ai bambini. In pratica il monello, con altri coetanei, munito di grembiule, cavalletto, tela, pennello e tavolozza, potrà cimentarsi a riprodurre a modo suo un quadro del famoso Vincent.
Lo lascio alle 15.00, mi faccio una passeggiata e verso le 16.30 mi ripresento nella saletta/laboratorio.
Il programma prevede che alla fine ogni piccolo artista, con il supporto dell'insegnante, illustri il lavoro creato. Tutti i bambini a turno, un po' intimiditi, hanno dato una spiegazione: mio nipote ha tenuto una conferenza stampa... il suo racconto non si fermava più... vedevo intorno a me tutti che sorridevano... mentre lui ci relazionava, in olandese. L'insegnante, dopo essere riuscita a stopparlo, mi ha guardata ridente. Le ho detto che non ho capito nulla e mi ha tranquillizzata: "Mi creda, ha detto tutto giusto"... meno male 😁
Il capolavoro è stato adeguatamente riposto in una valigetta di cartone e dopo i saluti ci siamo avviati a piedi verso casa, attraversando la Museumplein gremita di turisti. Io non so quale molla sia scattata in Meltemi, quando saltellando allegro lungo la piazza ad un certo punto ha pronunciato a voce alta "aaaauuuu" e non so neppure quali molle siano scattate in tutti quelli che gli hanno risposto in coro a voce alta "aaaauuuu"... Un ululato virale... e giù a ridere.
Per sto giro può bastare, niente foto non ho avuto tempo!😀😀😀
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